Apri la bolletta della luce, vedi la riga del Canone TV e il riflesso è quasi sempre lo stesso: “L’hanno aumentato di nuovo?”. Nel 2025, però, la risposta giusta è molto meno drammatica dei titoli che girano: no, non c’è un nuovo rincaro straordinario. Il canone RAI è di 90 euro l’anno.
L’equivoco nasce dal confronto con il 2024, quando l’importo era stato ridotto a 70 euro. Quella, però, era una misura temporanea. Finita la riduzione, si torna alla cifra ordinaria.
In pratica, il quadro è questo:
- nel 2025 il canone RAI è 90 euro l’anno
- rispetto al 2024 paghi 20 euro in più, ma perché è finito lo sconto temporaneo
- in bolletta lo trovi di norma come 10 rate da 9 euro o 18 euro a bimestre
- le voci su un canone a 120 euro nel 2026, oggi, non hanno conferme ufficiali
- se ritieni di non doverlo pagare, conviene controllare subito le esenzioni, perché l’addebito è automatico
Quanto si paga davvero nel 2025
Per il 2025, chi è tenuto al versamento paga 90 euro annui. La riduzione a 70 euro del 2024 non è stata prorogata.
Questo è il punto che crea più confusione: non siamo davanti a una nuova “stangata” fuori scala, ma al ripristino dell’importo ordinario. La differenza rispetto al 2024 c’è, ed è concreta, ma raccontarla come un aumento eccezionale è fuorviante.
In bolletta il meccanismo è semplice:
| Periodo | Importo annuo | Addebito tipico |
|---|---|---|
| 2024 | 70 euro | rate ridotte |
| 2025 | 90 euro | 9 euro per 10 mesi o 18 euro a bimestre |
Se nella prima fattura bimestrale leggi 18 euro, non c’è niente di strano: sono due rate da 9 euro accorpate. Sembra un dettaglio minuscolo, ma è proprio da qui che nasce molta della sensazione di “aumento improvviso”.
Perché compare nella bolletta elettrica
Il canone viene addebitato nella bolletta della luce sulla base della presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo. Se hai un’utenza elettrica domestica residenziale intestata nell’abitazione di residenza, il sistema presume che lì ci sia una TV e addebita il canone.
Qui c’è il punto che manda fuori strada più persone: non conta se guardi o meno i canali RAI. Conta il presupposto normativo, cioè la detenzione dell’apparecchio.
Può sembrare illogico, ma la logica della norma è questa. E nella pratica è esattamente qui che nascono gli errori: tanti leggono il canone come se fosse il prezzo di un servizio usato, quando invece è collegato al possesso del televisore.
Il presunto aumento: cosa c’è di vero
Conviene dirlo senza girarci attorno: scrivere semplicemente che “il canone RAI aumenta” nel 2025 è una semplificazione sbagliata.
La realtà è questa: nel 2025 non viene introdotto un nuovo importo eccezionale. Termina una riduzione temporanea. Il passaggio da 70 a 90 euro esiste, ma il dato corretto è che il 2024 era un anno ridotto, non che il 2025 abbia inaugurato una nuova cifra anomala.
Lo stesso criterio va usato per le voci sui 120 euro nel 2026. Finché non esiste una norma approvata o una comunicazione istituzionale chiara, parlarne come di un importo deciso è informazione fatta male. Serve più a creare allarme che a chiarire.
Come capire al volo se una notizia sul canone è affidabile
Quando si leggono articoli o post sul canone, bastano tre controlli:
- a quale anno si riferiscono
- se citano una norma già approvata
- se la fonte è istituzionale o sta solo rilanciando un titolo
Sembra poco, ma evita quasi tutti gli equivoci. Il problema è che spesso nello stesso pezzo si mescolano 2024, 2025 e 2026 senza distinguere tra importo vigente, ipotesi politica e voce giornalistica. Il risultato è una percezione di aumento continuo che, tecnicamente, non corrisponde alla situazione reale.
Chi non deve pagarlo
Non tutti sono obbligati al pagamento. Esistono esenzioni previste dalla normativa, ma qui c’è l’aspetto pratico che molti scoprono tardi: l’addebito non si ferma da solo se non presenti la comunicazione corretta.
I casi più comuni sono:
- over 75 con i requisiti di reddito previsti
- alcune categorie particolari disciplinate dalla legge
- chi non detiene alcun apparecchio televisivo
Per gli over 75, nelle istruzioni ufficiali viene normalmente richiamata la soglia di 8.000 euro annui complessivi, insieme agli altri requisiti richiesti.
Per chi non possiede una TV, il punto decisivo è questo: non basta avere ragione nel merito, bisogna presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione nei modi e nei termini previsti. Sulla carta non devi pagare; nella realtà, se non comunichi nulla, il sistema continua ad addebitare.
Due casi che creano spesso confusione
Il primo riguarda le seconde case. Se hai più utenze elettriche, il canone ordinariamente va pagato una sola volta per nucleo familiare anagrafico e sull’utenza domestica residenziale, non su ogni immobile.
Il secondo riguarda monitor, computer, tablet e smartphone. In linea generale non fanno scattare automaticamente il canone. Il presupposto resta l’apparecchio atto o adattabile alla ricezione del segnale televisivo. Qui, però, le situazioni concrete vanno lette bene, perché le definizioni tecniche contano e non tutti i dispositivi sono equivalenti.
Gli errori che si scoprono sempre tardi
L’esperienza con queste voci in fattura insegna una cosa semplice: gli errori raramente saltano fuori subito. Di solito emergono dopo due o tre bollette, quando il totale comincia a pesare e rimettere in ordine la posizione diventa più seccante.
Il primo errore tipico è guardare solo il totale della bolletta. È comprensibile, ma sul canone è il modo più rapido per confondere la spesa per l’energia con una voce che non c’entra con i consumi. Il canone non dipende dai kWh.
Il secondo errore è muoversi tardi. Se pensi di avere diritto all’esenzione ma lasci passare le fatture, il sistema non si riallinea magicamente da solo. Conviene verificare subito se la dichiarazione è stata inviata correttamente e nei tempi utili. Dieci minuti spesi adesso valgono molto più di mesi di chiarimenti dopo.
Mini-checklist pratica
- cerca la voce Canone TV
- verifica se l’importo è 9 euro o 18 euro, in base alla periodicità della fattura
- controlla che l’utenza sia domestica residenziale
- se ritieni di essere esente, verifica subito se hai presentato la comunicazione corretta
- se qualcosa non torna, muoviti dalla prima bolletta utile
Cosa cambia davvero per chi paga
Prima, per molte persone, il canone è solo una sensazione vaga: “la luce costa di più”. Dopo aver isolato la voce corretta, il quadro cambia subito. Quei 9 euro al mese o 18 euro a bimestre smettono di sembrare un aumento misterioso dei consumi e tornano a essere quello che sono: un addebito separato che porta a 90 euro annui.
Sembra una distinzione piccola, ma non lo è. Se mescoli nella stessa idea costi energetici e canone TV, non capisci più da dove arriva l’aumento della bolletta. E a quel punto diventa facile credere a qualsiasi titolo allarmistico.
I limiti da tenere presenti
Questo quadro vale per il caso più comune: utenza domestica residenziale e addebito ordinario in bolletta. Non copre ogni situazione particolare e non sostituisce la verifica della posizione individuale.
Per esempio, intestazioni anomale, cambi di residenza, nuove attivazioni o esenzioni presentate a ridosso delle scadenze possono produrre effetti non immediati in fattura. Succede più spesso di quanto si pensi, perché sistemi di fatturazione e banche dati non sempre si allineano nello stesso momento.
Meglio dirlo chiaramente: l’obiettivo qui non è raccontare favole rassicuranti, ma leggere il 2025 senza errori e senza allarmismi inutili.
In sintesi
La notizia vera è molto più semplice di come viene raccontata: nel 2025 il canone RAI è di 90 euro l’anno. Non risultano, allo stato attuale, aumenti ufficiali oltre questa cifra. C’è semplicemente il ritorno all’importo ordinario dopo il taglio temporaneo del 2024.
Se vuoi capire in due minuti cosa stai pagando davvero, fai una cosa molto concreta: apri la prossima bolletta e cerca la voce Canone TV. Se trovi 9 euro al mese o 18 euro a bimestre, stai vedendo l’addebito ordinario previsto per arrivare ai 90 euro annui.
Se invece pensi di non doverlo pagare, non aspettare la terza bolletta per controllare: verifica subito la tua posizione e le eventuali esenzioni. È il modo più semplice per evitare errori noiosi e soldi addebitati inutilmente.
FAQ
Quindi nel 2025 il canone RAI è aumentato oppure no?
Rispetto al 2024 sì, perché si passa da 70 a 90 euro. Ma tecnicamente non è un nuovo rincaro straordinario: è il ritorno all’importo ordinario dopo una riduzione temporanea.
Perché nella mia bolletta trovo 18 euro invece di 9?
Perché molto probabilmente hai una fattura bimestrale. Sono due rate da 9 euro insieme, non un importo anomalo.
È vero che nel 2026 si pagheranno 120 euro?
Ad oggi no: non ci sono conferme ufficiali. Senza una norma approvata, resta una voce o un’ipotesi, non un importo deciso.
Se non guardo i canali RAI devo pagarlo lo stesso?
Sì. Il canone non dipende dalla visione dei canali RAI, ma dalla detenzione di un apparecchio televisivo nell’abitazione di residenza.
Se non ho nessun televisore posso evitare l’addebito?
Sì, ma devi presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione nei modi e nei tempi previsti. L’assenza della TV, da sola, non blocca l’addebito automatico.
Chi può avere l’esenzione dal canone RAI?
I casi più comuni sono gli over 75 con i requisiti richiesti, inclusa la soglia di 8.000 euro annui nei casi previsti, oltre ad alcune categorie particolari disciplinate dalla legge.
Come faccio a controllare se sto pagando l’importo corretto?
Guarda la voce Canone TV in bolletta e verifica se l’addebito è coerente con la tua fatturazione: 9 euro per il mensile, 18 euro per il bimestrale, fino a 90 euro annui complessivi.
Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o la verifica del proprio caso concreto. Se hai dubbi su esenzioni, dichiarazioni o addebiti già partiti, controlla subito la tua posizione amministrativa: è uno di quei casi in cui aspettare complica tutto.




