Nel 2026 il Canone RAI costa 90 euro l’anno, esattamente come nel 2025. Nessun aumento, ma nemmeno il taglio che molti continuano ad aspettarsi ricordando il 2024. In bolletta elettrica lo trovi diviso in 10 rate da 9 euro, da gennaio a ottobre. A novembre e dicembre non compare, e non è un’anomalia: è il piano di addebito ordinario.
L’errore più comune, ogni anno, è sempre lo stesso: si apre una bolletta di fine anno, non si vede la voce del canone e si pensa subito a un problema. Nella maggior parte dei casi, invece, il sistema sta funzionando correttamente. La seconda fonte di confusione è il confronto con il 2024, quando il canone era sceso a 70 euro. Quella riduzione era l’eccezione, non la nuova normalità. Nel 2025 si è tornati a 90 euro e nel 2026 resta così.
Quanto si paga nel 2026
Nel 2026 il Canone TV resta fermo a 90 euro annui per le utenze elettriche domestiche residenziali, cioè i contratti luce associati alla casa di residenza anagrafica.
La ripartizione è questa:
- da gennaio a ottobre: 9 euro al mese
- a novembre e dicembre: nessun addebito
Sembra un dettaglio banale, ma è proprio qui che inciampano in molti. Basta confrontare una bolletta di settembre con una di dicembre senza guardare il periodo di competenza, e nasce subito il dubbio di un errore che spesso non esiste.
Il modo giusto di controllare è semplice: non guardare “quanto pago di luce” nel complesso. Isola la voce del canone. Mescolare consumi elettrici, altre voci di spesa e canone porta solo fuori strada.
Perché c’è ancora confusione
La confusione non nasce dal 2026, ma dai cambi recenti:
| Anno | Importo annuo |
|---|---|
| 2024 | 70 euro |
| 2025 | 90 euro |
| 2026 | 90 euro |
Tradotto: nel 2024 molti pagavano 7 euro per 10 mesi. Dal 2025 si è tornati a 9 euro per 10 mesi. Quindi la vera notizia del 2026 non è un aumento: è la conferma.
Da quando il canone è stato agganciato alla bolletta della luce, il sistema è diventato più automatico e anche più rigido. Il vantaggio è che si capisce dove cercarlo. Lo svantaggio è che continuano a circolare scorciatoie che non funzionano: cambiare fornitore, usare solo streaming, avere una seconda casa. Sono tutte mezze verità che creano più problemi di quanti ne risolvano.
Come funziona l’addebito in bolletta
Il canone viene addebitato sulla bolletta elettrica della casa di residenza, quindi sull’utenza classificata come domestica residenziale.
In pratica contano tre cose:
- casa di residenza
- fornitura luce domestica residenziale
- addebito automatico in bolletta
Una confusione dura a morire riguarda il cambio fornitore. Molti pensano: cambio gestore luce e il canone sparisce. Non funziona così. Il canone segue l’utenza residenziale, non il venditore di energia.
Vale la pena dirlo senza girarci intorno: cambiare operatore non è una strategia per evitare l’addebito. Non lo è mai stata. Il criterio non è commerciale, ma anagrafico-fiscale, agganciato al contratto residenziale.
C’è però un punto delicato da conoscere: se hai più contratti elettrici, il canone non va pagato su ogni immobile. Bisogna individuare l’utenza residenziale corretta. Un altro caso che genera errori è il cambio di residenza recente: se gli archivi non sono allineati, per un periodo possono comparire addebiti inattesi o mancate variazioni. Non è la regola, ma succede.
Cosa conta davvero: avere una TV
Qui si sbaglia spesso perché si ragiona sulle abitudini, non sulla regola. Il canone guarda al possesso di un apparecchio televisivo, non al fatto che tu guardi i canali tradizionali oppure solo piattaforme streaming.
Quindi:
- smartphone, tablet e computer da soli non fanno scattare il canone
- il punto rilevante è la presenza di una TV nella residenza
- guardare solo streaming non basta per dire automaticamente “non devo pagare”
In parole povere: se hai un televisore in casa, il fatto che lo usi solo per contenuti on demand non ti esonera. È una regola che molti trovano poco intuitiva, e capisco perché, ma resta il criterio pratico con cui il canone viene applicato.
Diverso il caso di chi possiede solo dispositivi mobili o computer e non ha alcun televisore. Altro caso da leggere con attenzione è quello delle seconde case: il canone non si moltiplica automaticamente per ogni abitazione, ma va sempre valutato in base all’utenza domestica residenziale e al nucleo anagrafico.
Bonus TV e Canone RAI: due cose diverse
Il Bonus TV 2026 non sostituisce il canone, non lo annulla e non lo sconta. Serve per l’acquisto di apparecchi compatibili con gli standard di trasmissione o di decoder.
In genere si parla di:
- sconto fino a 100 euro con ISEE fino a 20.000 euro
- bonus rottamazione fino a 100 euro, spesso pari al 20% del prezzo
- possibile cumulabilità in alcuni casi
L’equivoco è sempre lo stesso: si compra una TV con incentivo e ci si aspetta che il canone venga toccato in qualche modo. Non succede. Sono due binari separati. Uno incide sul prezzo di acquisto dell’apparecchio, l’altro è un tributo collegato al possesso del televisore nelle condizioni previste.
Se c’è un punto su cui si perde tempo inutilmente, è proprio questo. Bonus e canone non si parlano tra loro.
Chi può non pagare il Canone RAI 2026
L’esonero esiste, ma non si applica in automatico solo perché pensi di rientrare in un caso favorevole. I casi principali sono questi:
- non possiedi alcun televisore
- hai più di 75 anni con reddito annuo non superiore a 8.000 euro
- appartieni alle categorie di diplomatici o militari stranieri previste dalla normativa
Il caso più frequente è quello di chi non ha una TV. Però qui c’è l’attrito vero: avere diritto all’esonero e vedere l’addebito fermarsi subito non sono la stessa cosa.
Se è richiesta una dichiarazione sostitutiva e non viene presentata correttamente, oppure non risulta aggiornata, l’addebito può continuare. Non perché il diritto non esista, ma perché il sistema continua ad applicare la regola standard finché la posizione non viene allineata.
C’è poi un altro punto spesso ignorato: per gli over 75 non basta l’età. Conta anche il reddito e contano le condizioni previste per il nucleo convivente rilevante ai fini dell’agevolazione. Allo stesso modo, chi ha eliminato o ceduto il televisore dopo aver pagato in passato non dovrebbe dare per scontato che il canone si interrompa da solo. È proprio così che nascono gli addebiti inattesi.
La checklist più utile da fare subito
Se vuoi capire in pochi minuti se stai pagando correttamente, fai così:
- prendi una bolletta tra gennaio e ottobre
- cerca la voce del canone
- verifica che l’importo sia di 9 euro
- controlla che l’utenza sia domestica residenziale
- chiediti se in casa c’è davvero una TV
- se pensi di avere diritto all’esonero, verifica se la tua posizione è stata comunicata correttamente
Spesso bastano due o tre bollette consecutive per capire se c’è un problema reale oppure no.
Gli errori, nella pratica, nascono quasi sempre da qui:
- dichiarazione di esonero non presentata
- cambio di residenza non aggiornato
- confusione tra Bonus TV e canone
- idea che “uso solo streaming” significhi esenzione automatica
Quando conviene controllare meglio
Vale la pena fare un controllo più attento soprattutto se hai:
- più utenze
- cambi recenti di residenza
- requisiti per esenzione legati a età e reddito
Sono i casi in cui il dettaglio pesa davvero. E l’ordine dei controlli conta più di quanto sembri: prima bolletta, poi tipo di utenza, poi presenza della TV, poi eventuale esonero.
Un errore classico, quando ci sono più case o più contratti, è ragionare per immobili. In realtà bisogna fermarsi e capire quale sia davvero l’utenza domestica residenziale. Se salti questo passaggio, finisci per cercare il canone sulla bolletta sbagliata.
Domande frequenti
Il Canone RAI 2026 aumenta rispetto al 2025?
No. Nel 2026 resta a 90 euro annui, come nel 2025.
Perché in alcuni mesi non lo vedo in bolletta?
Perché viene addebitato solo da gennaio a ottobre. A novembre e dicembre la voce non compare.
Se guardo solo streaming su tablet o computer devo pagarlo?
Il punto non è lo streaming. Conta il possesso di un apparecchio televisivo nella residenza.
Il Bonus TV 2026 paga anche il canone?
No. Il bonus riguarda l’acquisto di TV o decoder compatibili. Il canone è un’altra cosa.
Se cambio gestore luce smetto di pagarlo?
No. Il canone segue l’utenza domestica residenziale, non il fornitore.
Chi ha più di 75 anni è esonerato automaticamente?
No. Serve anche il requisito di reddito annuo non superiore a 8.000 euro e il rispetto delle altre condizioni previste.
Come capisco se ho diritto all’esonero?
Devi verificare se rientri in uno dei casi previsti e, quando richiesto, presentare correttamente la dichiarazione. Se hai più utenze o hai cambiato residenza da poco, controlla con ancora più attenzione.
Se vuoi una risposta semplice, eccola: nel 2026 il Canone RAI è 90 euro l’anno, in 10 rate da 9 euro da gennaio a ottobre. Prima di pensare a errori o anomalie, guarda una bolletta del periodo giusto e controlla la voce corretta. È il controllo più banale, ma anche quello che evita più perdite di tempo.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la verifica della propria posizione fiscale o amministrativa nei canali ufficiali competenti. Se hai un caso non lineare, per esempio più utenze, cambio di residenza recente o richiesta di esonero, fai un controllo puntuale della tua situazione prima di contestare o ignorare un addebito.




