4 parole che traggono in inganno

La rivista “Fare l’insegnante” (edizione novembre/dicembre) pubblica un articolo che mette al centro la funzione del CPIA attraverso l’analisi dei 4 termini che compongono l’acronimo.

Nicoletta Morbioli, già Dirigente Scolastica del CPIA di Verona, sede regionale per il Veneto del Centro di Ricerca Sperimentazione e Sviluppo, ripercorre le tappe del passaggio da CTP a CPIA evidenziando la necessità di identificare correttamente questo settore dell’istruzione pubblica affinché gli venga riconosciuto il ruolo assegnato.

I CPIA sono infatti scuole statali (Centri) che erogano percorsi di Alfabetizzazione e Apprendimento della lingua italiana, di Primo livello – per il conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione e la certificazione delle competenze di base connesse all’obbligo scolastico, con una estensione territoriale provinciale o intra provinciale che raggruppano sedi afferenti a Comuni diversi ma dirette da un unico Dirigente Scolastico. Accanto ai corsi ordinamentali, i CPIA, offrono corsi rispondenti ai fabbisogni della popolazione del territorio in cui intervengono e non necessariamente adulta: ai CPIA posso  infatti iscriversi anche giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 18 anni.

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